# Focus città d'arte: Firenze, tra overtourism e una ripresa più lenta

Autore: Destination — Lybra Tech
Data di pubblicazione della sintesi: 2026-02-15
Periodo di riferimento: ISTAT 2014–2024 · ricerche per soggiorni 2025 e primavera 2026
Tipo: Articolo
Territori citati: Firenze
URL: https://lybra-destination.it/analisi/focus-citta-arte-firenze.html

## Sintesi

L'evoluzione del turismo a Firenze dal pre-pandemia al 2026: crescita e overtourism, una ripresa più lenta dei competitor, il recupero del mercato estero e le prospettive per la primavera 2026.

Firenze è uno dei casi più studiati nel dibattito sulla gestione dei flussi nelle città d'arte: un patrimonio di enorme valore concentrato in un centro storico di dimensioni contenute, molto esposto alla pressione turistica. Questo report ricostruisce l'evoluzione del turismo fiorentino nel periodo pre e post-pandemico con i dati ISTAT, e ne legge l'attualità e le prospettive con i Big Data del Travel Data Lake.

## Prima del Covid: crescita costante e permanenza in lieve aumento

Nel periodo pre-pandemico Firenze ha mostrato una crescita costante, culminata nel 2019 con 10,96 milioni di presenze, il valore più alto della serie storica. Tra il 2014 e il 2019 le presenze sono passate da 8,6 a 10,9 milioni (+27,0% complessivo, circa +4,1% medio annuo), mentre gli arrivi sono cresciuti più lentamente (circa +2,4% medio annuo). Il fatto che le presenze aumentino più degli arrivi segnala un lieve allungamento del soggiorno: la permanenza media si è mantenuta intorno alle 2,6 notti con una tendenza all'aumento.
Nel confronto con i competitor, la crescita relativa di Firenze (+4,1% medio annuo) è risultata superiore a Milano (+3,4%) e di poco inferiore a Venezia (+4,4%), mentre Roma cresceva su volumi molto più alti. Un dato significativo per una destinazione già matura e con una capacità ricettiva vincolata dalle dimensioni del centro storico.

## Un'offerta trainata dall'extra-alberghiero

Tra il 2014 e il 2019 le strutture ricettive passano da circa 1.020 a circa 1.650 (+61,8%), una crescita quasi interamente dovuta al comparto extra-alberghiero (+97,3%, da 639 a 1.261 strutture), mentre gli esercizi alberghieri restano stabili (+2,3%). Nel 2019 Firenze dispone di circa 51.400 posti letto, di cui circa 33.000 negli hotel e 18.400 nell'extra-alberghiero: gli alberghi, pur meno numerosi, concentrano ancora la quota maggiore della capacità.

## La pandemia e una ripresa più lenta dei competitor

Il Covid ha colpito Firenze più duramente di altre città d'arte: nel 2020 le presenze sono crollate da 10,9 a 1,9 milioni (-82,2%, contro il -79,0% di Roma, il -73,1% di Milano e il -72,5% di Venezia), coerentemente con il forte peso della componente internazionale e culturale. Il rimbalzo è stato intenso in termini percentuali (+135,5% nel 2022), ma partiva da livelli bassi: nel 2024 Firenze raggiunge l'83,9% delle presenze pre-Covid, restando la città con il più basso tasso di recupero tra le grandi città d'arte, mentre Roma supera i livelli 2019 (137,8%), Milano è al 112,7% e Venezia al 102,6%.
La permanenza media è scesa al minimo di 2,2 notti nel 2021 ed è poi risalita a 2,3 notti, valore stabile fino al 2024: una normalizzazione, non una trasformazione del modello di visita. La quota di arrivi esteri, invece, dopo il minimo del 49,6% del 2021 è tornata a crescere fino al 78,5% del 2024, sopra i livelli pre-pandemici: Firenze non ha solo recuperato il mercato internazionale, lo ha rafforzato.

## Il 2025 letto con i Big Data

L'analisi delle ricerche di soggiorno sul Travel Data Lake mostra per il 2025 una domanda che privilegia primavera e soprattutto autunno, con picchi in corrispondenza di festività e ponti (Pasqua, 25 aprile, 1° maggio, 8 dicembre, Natale, Capodanno). Gli italiani concentrano le ricerche sui fine settimana e sui ponti; la domanda internazionale è più distribuita nel tempo. Si segnala un rallentamento dei mercati tradizionali come Stati Uniti e Regno Unito, avviato già dalla seconda metà del 2023 e non direttamente riconducibile a fattori politici o commerciali recenti.
Nel profilo del turista 2025, gli italiani sono la prima provenienza (34,9%), seguiti dagli Stati Uniti (31,6%) e dalla Francia (4,9%): le prime tre nazionalità valgono il 71,4% della domanda. La booking window media è di 62,9 giorni, con forti differenze per mercato: gli italiani pianificano con circa 31,5 giorni di anticipo, statunitensi e britannici con circa 71. Prevale nettamente il viaggio in coppia (69,0%), con una quota rilevante di famiglie tra gli italiani (19,0%); la durata media varia da 2,1 notti (italiani) a 3,4 notti (tedeschi).

## Le prospettive per la primavera 2026

Dopo un fisiologico rallentamento invernale tra gennaio e febbraio, la primavera 2026 (marzo-maggio) si presenta con un andamento stabile e bilanciato tra i mesi. Le ricerche effettuate tra il 1° novembre e il 10 febbraio indicano una chiara preferenza per marzo e aprile, che concentrano circa il 70,0% delle intenzioni di viaggio. Il picco principale è il weekend di Pasqua (5 aprile); seguono il ponte del 1° maggio, particolarmente rilevante per il mercato domestico, e il 25 aprile. Si conferma la forte incidenza dei ponti primaverili sulle decisioni di viaggio, soprattutto per la domanda nazionale.

## Come leggere questi numeri

I dati storici su presenze, arrivi, offerta e permanenza provengono da ISTAT; l'analisi dell'attualità e delle prospettive si basa sulle ricerche di alloggio del Travel Data Lake, che misurano l'interesse e la pianificazione, non i soggiorni venduti. Fonte: elaborazioni Lybra Tech su dati ISTAT e sul Travel Data Lake di Zucchetti Hospitality.

## Fonti e contesto

- Elaborazioni Lybra Tech su dati ISTAT e sul Travel Data Lake di Zucchetti Hospitality

Dati storici ISTAT su presenze, arrivi, offerta ricettiva e permanenza media; analisi delle ricerche di alloggio del Travel Data Lake per attualità e prospettive. Le ricerche misurano l'interesse e la pianificazione, non i soggiorni venduti.

Analisi originale: non aggiornata automaticamente alla data di consultazione.
